KB1 900/1000 (1978-1982)

KB1

Progetto: Massimo Tamburini
Presentazione: Salone di Milano 1977.
Prezzo: KB1 completa 7.600.000 lire, KB1 kit 3.200.000, KB1/A completa 8.100.000, KB1/A kit 3.600.000.

Motore: il propulsore impiegato è quello della Kawasaki Z 1000. Potenza massima 84 Cv a 7.950 giri. Coppia massima 8.1 Kgm a 6.500 giri. Cilindrata effettiva 1.015 cc. Rapporto di compressione 8.7:1. Alimentazione tramite quattro carburatori Mikuni da 28 mm. Raffreddamento ad aria. Distribuzione bialbero in testa. Frizione a dischi multipli in bagno d'olio. Cambio a cinque rapporti. In luogo del propulsore 1000 può essere installato anche il 900.

Telaio: al contrario della SB2, presentata un anno prima, ora il telaio non è più compatibile. Rimane la caratteristica di abbracciare il motore ai lati tramite tubi perimetrali in acciaio al cromo molibdeno. La conformazione del telaio è studiata in modo da consentire agevoli interventi sul motore senza doverlo necessariamente smontare. In particolare è possibile togliere con facilità sia la  testa sia i cilindri, mentre i carburatori sono particolarmente accessibili. Gli angoli caratteristici dello sterzo e della forcella sono differenti, rispettivamente 24° e 28°. Tutte le parti in lega leggera, come pedane, manubrio, piastre e forcella sono realizzate in avional. Le piastre della forcella sono scomponibili. Sostituendo due boccole eccentriche è possibile variare l'avancorsa in tempi brevi e senza intervenire sul perno del cannotto di sterzo e sui relativi cuscinetti conici che rimangono nelle loro sedi. Esistono due versioni della KB1: la versione base e la KB1/A. Nella KB1 base, forcella e freni sono Kawasaki. Nella KB1/A la forcella è una Marzocchi da 36 mm. In alternativa esiste anche una Ceriani da 35 mm rinforzata. La KB1/A impiega freni Brembo Serie Oro da 280 mm (anteriore) e da 260 mm (posteriore) con pinze alleggerite e dischi forati. I cerchi hanno razze a forma stellare e sono in magnesio (1° e 2° serie) oppure a cinque razze dritte Elektron (3° serie). La sospensione posteriore è costituita da un mono ammortizzatore della Corte & Cosso, costruito su licenza De Carbon ed è montato quasi orizzontalmente. Si può regolare il gioco della catena tramite due eccentrici che sostengono il perno della ruota, una soluzione introdotta dalla Bimota e utilizzata da svariate moto da competizione. La soluzione del perno del forcellone coassiale al pignone di uscita del cambio, utilizzata nella HB1 e nella SB2 non è stata applicata alla KB1 per via della eccessiva larghezza del carter motore. Il forcellone è dotato di due eccentrici, quello posteriore serve per la regolazione della catena, quello anteriore, sul telaio, permette di ricercare il migliore assetto della sospensione. Il forcellone stesso è scatolato in acciaio al cromomolibdeno. Una curiosità: tutta la bulloneria viene appositamente importata dalla Germania. Peso a secco 193 Kg.  

Colorazione: unica, bianca e rossa. A seconda delle serie cambia la grafica. Doppia dicitura “Bimota Kawasaki” sulle prime due serie, “Bimota” sulla terza. La scritta “KB1” ha nella terza serie una grafica più moderna.

Prestazioni: le riviste specializzate hanno provato la KB1, senza rilevarne le prestazioni. Valori dichiarati: velocità massima 233.8 Km/h. Km da fermo in 23.5 secondi. Un esemplare preparato da Termignoni con il kit 1200 ha raggiunto con i rapporti finali corti una velocità massima di 287.5 Km/h e una accelerazione sul quarto di miglio di 11.4 secondi.

Produzione: la KB1 è stata costruita per un totale di 287 esemplari. Praticamente tutti sono stati commercializzati come kit: sono solo 16 le KB1 vendute complete. La prima serie è stata prodotta in 135 esemplari (91 base e 44 “A”). La seconda serie è di 570 esemplari (208 base e 362 “A”). La terza serie è di 122 esemplari (20 base e 102 “A”). Totale dei modelli base 319, modelli “A” 508.

Catalogo Ricambi

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